LA TRADOTTA DEL FRIULI VENEZIA GIULIA


NEL CENTENARIO DELLA GRANDE GUERRA

mercoledì 12 agosto 2026

LA NUOVA MOSTRA DELLA PIETRA A RAVENNA IL 21 DI AGOSTO

    LA PIETRA DI AURISINA SULLE ROTTE ADRIATICHE: 

A RAVENNA LA MOSTRA DELLA PIETRA DI AURISINA CHE UNISCE I SITI UNESCO DI AQUILEIA E RAVENNA



DUINO AURISINA – RAVENNA – La Pietra di Aurisina, materia della storia e testimone delle antiche rotte dell’Adriatico, è protagonista a Ravenna della mostra “La pietra di Aurisina sulle rotte adriatiche”, in programma dal 21 al 31 agosto a Palazzo Rasponi 2. (Inaugurazione il 21 alle ore 11.00).

L’esposizione, promossa dal Gruppo Ermada Flavio Vidonis, è realizzata con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e con la collaborazione e il patrocinio del Comune di Ravenna – Assessorato alle Politiche Giovanili, dei Musei Nazionali di Ravenna, della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, del Comune di Aquileia, del Comune di Duino Aurisina, dell’Associazione Cocci Rotti e di Kamen Museo Muzej di Duino Aurisina, dei Lions Club e di altre realtà associative.

La mostra propone un percorso visivo e narrativo tra fotografia, documentazione storica e riproduzioni elaborate attraverso l’intelligenza artificiale. Le immagini conducono il visitatore dalle vestigia di Aquileia alle cave storiche di Aurisina, fino al Mausoleo di Teodorico. Una sezione è dedicata anche agli scatti realizzati   dalla fotografa Emanuela Dossi.

L’iniziativa mette in evidenza il ruolo fondamentale della Pietra di Aurisina nella storia dell’architettura romana e tardoantica. Estratta dalle cave del Carso triestino e trasportata attraverso le rotte marittime e terrestri dell’Adriatico, questa pietra ha contribuito alla costruzione di monumenti, palazzi e manufatti che ancora oggi rappresentano una parte essenziale del patrimonio culturale italiano ed europeo. Elemento centrale del progetto è il collegamento tra Aquileia e Ravenna, due città riconosciute dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale.

Aquileia rappresenta uno dei più importanti centri archeologici dell’Italia romana e paleocristiana; Ravenna conserva nel Mausoleo di Teodorico una delle testimonianze più significative dell’impiego della Pietra di Aurisina e della pietra d’Istria. La mostra costruisce così un ponte culturale tra Friuli Venezia Giulia ed Emilia-Romagna, restituendo visibilità alle relazioni storiche, artistiche e commerciali che per secoli hanno unito le comunità delle due sponde adriatiche.

L’esposizione si inserisce nel programma nazionale “Duino Book – Tempus Edax Rerum”, rassegna dedicata alla valorizzazione della storia, dell’archeologia, della letteratura e dell’identità culturale connesse alla Pietra di Aurisina.

Il progetto punta a rafforzare la cooperazione tra istituzioni culturali, musei, soprintendenze, amministrazioni locali, associazioni, studiosi e operatori del settore, sviluppando un modello condiviso di ricerca, divulgazione e valorizzazione del patrimonio.

La tappa ravennate assume inoltre uno speciale valore nell’ambito delle iniziative dedicate al 1500° anniversario della morte di Teodorico, occasione per approfondire la storia del Mausoleo e il ruolo dei materiali lapidei provenienti dall’area altoadriatica nella realizzazione del monumento.

Il percorso proseguirà nel mese di settembre con una conferenza dedicata alla Pietra di Aurisina, dalla cava alle tecniche di estrazione e lavorazione, organizzata in collaborazione con i Musei nazionali di Ravenna. L’incontro, che si svolgerà nel nuovo Spazio Teodorico presso il celebre Mausoleo, coinvolgerà tecnici, amministratori, studiosi e operatori provenienti dal Friuli Venezia Giulia e dall’Emilia-Romagna, consolidando ulteriormente la dimensione interregionale e nazionale del progetto.


Archivio Comune di Ravenna 

«Tornare a Ravenna per la seconda volta rappresenta per il Gruppo Ermada Flavio Vidonis un risultato di straordinaria importanza e, soprattutto, la conferma di un percorso culturale che sta crescendo e consolidandosi nel tempo. Farlo nel 2026, nell’anno del 1500° anniversario della morte di Re Teodorico, attribuisce a questa nuova tappa un significato ancora più profondo.»

La mostra “La Pietra di Aurisina sulle rotte adriatiche” ci permette di raccontare una storia che unisce territori apparentemente lontani ma che, per secoli, sono stati collegati dal mare, dai commerci, dall’arte e dall’utilizzo della pietra. Dalle Cave di Aurisina fino a Ravenna, la pietra diventa il filo conduttore di un viaggio nella storia dell’Adriatico e delle civiltà che sulle sue sponde si sono sviluppate. Il progetto evidenzia proprio il ruolo della Pietra di Aurisina nelle architetture romane e tardoantiche e il suo legame con il Mausoleo di Teodorico.

Il Mausoleo di Teodorico costituisce per noi uno dei simboli più forti di questa relazione: un monumento straordinario nel quale la pietra proveniente dall'area altoadriatica testimonia ancora oggi la capacità, le conoscenze e le rotte commerciali di un mondo che aveva nell'Adriatico una grande via di comunicazione. La ricorrenza dei 1500 anni dalla morte di Teodorico offre quindi l’occasione ideale per approfondire questo rapporto e per valorizzare ulteriormente il territorio delle Cave di Aurisina.

Particolarmente significativo è poi il collegamento tra Aquileia e Ravenna, due straordinari siti riconosciuti dall’UNESCO. Attraverso questo progetto vogliamo costruire un vero ponte culturale tra Friuli Venezia Giulia ed Emilia-Romagna, raccontando le relazioni storiche, artistiche e commerciali che hanno unito per secoli le comunità dell’Adriatico.

Essere presenti a Ravenna nell’anno in cui la città è Capitale Italiana del Mare rappresenta inoltre un’opportunità eccezionale per inserire la storia della Pietra di Aurisina all’interno di una riflessione più ampia sulle rotte adriatiche, sul patrimonio marittimo e sui rapporti tra le città e i territori che si affacciano sul nostro mare.

Questa tappa è anche il frutto di una collaborazione importante con i Musei Nazionali di Ravenna, le istituzioni, le amministrazioni e le realtà culturali coinvolte. La mostra, promossa dal Gruppo Ermada Flavio Vidonis con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, vede infatti una rete molto ampia di soggetti impegnati nella valorizzazione di questo patrimonio comune.

Il nostro obiettivo è fare della Pietra di Aurisina non soltanto un elemento della memoria, ma uno strumento contemporaneo di dialogo tra territori, istituzioni e comunità. Ravenna, Aquileia e Duino Aurisina possono diventare tappe di un’unica grande rotta culturale dell’Adriatico, capace di unire archeologia, storia, paesaggio, turismo e identità.

Questa seconda presenza a Ravenna è quindi per noi un punto di arrivo importante, ma soprattutto un nuovo punto di partenza per continuare a costruire collaborazioni e progetti di respiro nazionale e internazionale.»

Massimo Romita
Presidente
Gruppo Ermada Flavio Vidonis

 


www.duinobookfestivaldelibro.blogspot.com  

www.gruppoermadavf.blogspot.it  info 3488704157

Approfondimenti

Emanuela Dossi

Nata e cresciuta a Trieste, è laureata in Scienze dell’Investigazione e possiede uno spiccato spirito critico nell’osservare il mondo. Da sempre appassionata di fotografia, si avvicina al digitale nel 2012 grazie a un corso di formazione, approfondendo successivamente lo studio delle espressioni facciali attraverso un master sul FACS (Facial Action Coding System). Questa esperienza la conduce a concentrarsi principalmente sul ritratto e sul reportage, ambiti nei quali ricerca autenticità, emozione e relazione umana. Pur non definendosi una fotografa, ama considerarsi un’instancabile appassionata di fotografia, vissuta come strumento di osservazione, racconto e conoscenza. È stata vincitrice della Mostra Internazionale "Donne Fotografo", riconoscimento che ha valorizzato la sensibilità del suo sguardo e il suo percorso artistico. Ha inoltre partecipato a numerose esposizioni collettive, tra cui Le Vie delle Foto, Oltre il Silenzio e Sfumature di Dolce Vita, contribuendo con i suoi lavori a progetti espositivi dedicati alla valorizzazione della fotografia contemporanea e del racconto per immagini.



IL MAUSOLEO DI TEODORICO

Il Mausoleo di Teodorico, costruito a Ravenna intorno al 520 d.C., è l’unico monumento funerario realizzato dagli Ostrogoti in Italia. Dal 1996 è inserito dall’UNESCO tra i monumenti di Ravenna riconosciuti come Patrimonio dell’Umanità. L’edificio è costruito interamente con grandi blocchi di pietra d’Istria e di Aurisina, lavorati con p recisione e posati a secco. La struttura si sviluppa su due livelli sovrapposti, entrambi a pianta decagonale. L’elemento più straordinario è la grande cupola monolitica, ricavata da un unico blocco di pietra. Misura circa 10,76 metri di diametro, oltre 3 metri di altezza e pesa quasi 230 tonnellate. Sulla sommità si trovano dodici anse con i nomi di otto Apostoli e dei quattro Evangelisti. Ancora oggi non è conosciuto con certezza il sistema utilizzato per trasportare e sollevare un blocco di tali dimensioni. Le anse potrebbero essere state impiegate proprio durante le operazioni di movimentazione e posa della copertura. Secondo una leggenda diffusa da secoli in città, la grande fenditura visibile sulla cupola sarebbe stata provocata da un fulmine divino, che avrebbe colpito Teodorico come punizione per i suoi delitti. Il piano inferiore presenta nove nicchie esterne e una porta d’ingresso. La cella interna, a croce greca, potrebbe essere stata destinata al culto funerario o alla sepoltura dei membri della famiglia reale. Il piano superiore ospita un’aula circolare con al centro una grande vasca di porfido, nella quale, secondo la tradizione, sarebbe stato deposto il corpo di Teodorico. Dopo la riconquista bizantina di Ravenna, le spoglie del sovrano furono probabilmente rimosse e disperse. Il Mausoleo venne quindi trasformato in un edificio destinato al culto. LA PIETRA DI AURISINA L’impiego della pietra di Aurisina nel Mausoleo costituisce uno dei più importanti legami tra il territorio del Carso e la figura di Teodorico.



TEODORICO, RE DEGLI OSTROGOTI 

Teodorico nacque intorno al 454 d.C. in Pannonia, nell’area compresa tra l’attuale Austria e l’Ungheria. Figlio del re ostrogoto Teodemiro, ancora bambino fu inviato come ostaggio alla corte imperiale di Costantinopoli, dove trascorse circa dieci anni. Il soggiorno nella capitale dell’Impero romano d’Oriente gli permise di conoscere direttamente l’organizzazione politica, militare e amministrativa romana. Tornato presso il suo popolo, succedette al padre e divenne uno dei principali protagonisti degli equilibri politici nei Balcani.

LA CONQUISTA DELL’ITALIA  Nel 488, con l’appoggio dell’imperatore Zenone, Teodorico partì verso l’Italia per destituire Odoacre, che governava la penisola dopo la deposizione dell’ultimo imperatore romano d’Occidente. La migrazione coinvolse non soltanto guerrieri, ma anche famiglie e comunità ostrogote. Dopo aver attraversato le Alpi orientali, Teodorico sconfisse Odoacre nella battaglia dell’Isonzo del 489, ottenendo così l’accesso alla pianura padana.  Seguirono le vittorie di Verona e dell’Adda. Odoacre si ritirò a Ravenna, protetta dalle paludi e difficilmente espugnabile. Dopo quasi tre anni di assedio, nel febbraio del 493 fu raggiunto un accordo che prevedeva la condivisione del potere. Pochi giorni dopo, durante un banchetto, Teodorico uccise personalmente Odoacre, diventando il sovrano incontrastato dell’Italia.

RAVENNA CAPITALE DEL REGNO Teodorico stabilì la propria corte a Ravenna e governò fino al 526. Il suo progetto politico cercò di far convivere la popolazione romana e quella ostrogota, mantenendo separate le rispettive tradizioni giuridiche, militari e religiose. Gli Ostrogoti professavano il cristianesimo ariano, mentre la maggioranza della popolazione romana seguiva la fede cattolica. Per gran parte del suo regno Teodorico affidò l’amministrazione civile a funzionari romani. Sotto il suo governo furono restaurate strade, acquedotti ed edifici pubblici. Ravenna conobbe una nuova stagione monumentale, testimoniata dal Battistero degli Ariani, dalla Basilica dello Spirito Santo, dalla chiesa oggi conosciuta come Sant’Apollinare Nuovo, dal palazzo e dal grande Mausoleo destinato alla sepoltura del sovrano.

GLI ULTIMI ANNI  Negli ultimi anni il clima politico divenne più difficile. I rapporti con l’Impero d’Oriente peggiorarono, soprattutto dopo l’avvio delle persecuzioni contro gli Ariani da parte dell’imperatore Giustino I. Il senatore Boezio, accusato di tradimento e di rapporti con Costantinopoli, fu imprigionato e condannato a morte. Poco dopo venne giustiziato anche il senatore Simmaco. Papa Giovanni I fu inviato a Costantinopoli per chiedere la revoca delle misure contro gli Ariani. Al suo ritorno, non avendo ottenuto i risultati sperati, venne fatto imprigionare e morì in carcere nel 526. Teodorico morì a Ravenna il 30 agosto 526. Le cause della sua morte non sono conosciute con assoluta certezza, ma la sua scomparsa venne presto avvolta da racconti popolari e leggende.

LE LEGGENDE SULLA MORTE Secondo una tradizione medievale, la morte del sovrano sarebbe stata una punizione divina per le condanne ordinate negli ultimi anni del suo regno. Una delle leggende racconta che Teodorico venne trascinato all’inferno da un cavallo posseduto da un demone, che lo condusse fino al cratere di un vulcano. Questa immagine fu ripresa nei secoli dalla letteratura e, in epoca moderna, dalla poesia La leggenda di Teodorico di Giosuè Carducci. Un altro racconto narra che, durante un banchetto, al re fu servito un grande pesce. Quando l’animale aprì la bocca, Teodorico credette di riconoscere la testa del senatore Simmaco, fatto uccidere poco tempo prima. Sconvolto dal rimorso e dal terrore, il sovrano sarebbe morto all’istante. La leggenda più strettamente legata al Mausoleo racconta invece che Teodorico temesse i fulmini. Per proteggersi avrebbe fatto costruire la propria tomba con una gigantesca cupola di pietra. Ma durante un temporale un fulmine avrebbe attraversato la copertura, colpendo il re e compiendo la profezia che aveva cercato di evitare.

TRA STORIA E LEGGENDA Teodorico fu uno dei più importanti sovrani dell’Europa tardoantica. Il suo regno rappresentò il tentativo di conservare le istituzioni e la cultura romana all’interno di una nuova realtà politica governata dagli Ostrogoti. Accanto alla figura storica del sovrano nacque però un personaggio leggendario: guerriero, costruttore, tiranno e re condannato da un destino inevitabile. Storia e mito continuarono così a intrecciarsi nei monumenti, nelle cronache e nelle tradizioni popolari di Ravenna.

 















DUINO&BOOK Festival del Libro di Duino Aurisina: AQUILEIA PROTAGONISTA DELLA MOSTRA ALLO SPAZIO CULTURA




mercoledì 22 luglio 2026

LA PRESENZA AL SOGNO DEL GRANO A TERRACINA

 Questa settimana sarà presente a Terracina una rappresentanza degli Amici di Duino Aurisina, guidata da Massimo Romita, presidente del Gruppo Ermada Flavio Vidonis di Duino, insieme al tesoriere Giampietro Colecchia.

La delegazione raggiungerà la città per partecipare attivamente all’evento “Il Sogno del Grano”, promosso dal Gruppo Ermada Flavio Vidonis – Sezione di Borgo Hermada.


SEGUI TUTTO IL PROGRAMMA 


La manifestazione gode del patrocinio del Comune di Terracina ed è stata inserita, attraverso una proposta progettuale di rete, nel programma degli eventi di avvicinamento a Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027, con il coinvolgimento delle associazioni del Friuli Venezia Giulia e di alcuni Comuni della provincia di Pordenone. Nell’ambito dell’evento, in Piazza Municipio, saranno esposte le opere degli artisti Adriano Boscarol, Nadia Bencic, Luisia Comelli, Luìs, Fulvio Musina, Taddeo Sedmak e Loredana Prodan, appartenenti al Circolo Duinate. La presidente del Circolo, Lucia Lalovich, illustrerà i quadri al pubblico e agli intervenuti.

«È un grande onore per noi essere a Terracina e poter partecipare alla quinta edizione de Il Sogno del Grano”, una manifestazione che celebra con sensibilità la bellezza della terra, della cultura e delle tradizioni – ha affermato Lucia Lalovich –. Crediamo profondamente che l’arte sia un ponte capace di unire persone, territori e storie diverse. Portare a Terracina un frammento dei colori, della luce e delle emozioni della nostra terra significa condividere un dialogo che arricchisce tutti».

Gli amici di Duino Aurisina a Terracina per la 5° edizione de "Il sogno del grano" — Trieste Cafe



La delegazione, anche in rappresentanza del Comune di Duino Aurisina e di numerose realtà associative, tra cui il Gruppo Ermada Flavio Vidonis, il Circolo Duinate, il Lions Club Duino Aurisina, la Famiglia Alpina e l’AJSER 2000, ha voluto inoltre essere promotrice di un importante evento che si terrà a Borgo Hermada domenica 26 luglio, alla presenza delle autorità istituzionali di Terracina: una cerimonia dedicata al cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli.



Il programma prevede, alle ore 10.00, la deposizione di un omaggio floreale presso il cippo dedicato alla Pietra del Monte Ermada, simbolo dell’amicizia tra le due comunità, situato in Piazza IV Novembre.  Alle ore 10.30 sarà celebrata da Don Paolo Lucconi una Santa Messa in suffragio presso la Chiesa di Sant’Antonio di Padova. Al termine della celebrazione sono previsti gli interventi commemorativi delle istituzioni e dei rappresentanti delle associazioni, tra cui il Gruppo Ermada e il Fogolar Furlan di Latina.

Nell’occasione sarà donata al parroco, don Paolo Lucconi, una croce realizzata in pietra di Aurisina, benedetta dal decano di Aurisina don Carlo Bolcina e offerta dalla famiglia Cortese, storici scalpellini delle cave di Aurisina.  «Un simbolo importante – ha sottolineato il sindaco di Duino Aurisina, Igor Gabrovec – che rappresenta tutta la nostra comunità in questo abbraccio, in occasione di un anniversario così significativo».




A seguire, sul sagrato della chiesa, si terrà l’inaugurazione della mostra Le Donne del terremoto del Friuli del 1976”, inserita nel progetto “Donne, Ženske, Women, Femine: storie e voci di una terra di confine”.

Il progetto ha già visto la comunità di Borgo Hermada coinvolta in diverse fasi e iniziative: dalle interviste realizzate dagli studenti dell’Istituto Fiorini alle donne di origine friulana residenti a Borgo Hermada, alla mostra dedicata alle portatrici carniche, organizzata in occasione dell’incontro di amicizia tra la Famiglia Alpina di Duino Aurisina ela Sezione di Borgo Hermada dell’ANA di Latina, fino alla visita in Friuli Venezia Giulia di alcuni studenti meritevoli, accompagnati alla scoperta dei luoghi e delle popolazioni della terra di confine.



L’esposizione rappresenta un importante momento di riflessione collettiva dedicato alla memoria del terremoto del Friuli del 1976, con uno sguardo particolare al ruolo fondamentale svolto dalle donne nella ricostruzione materiale, sociale e morale del territorio. Il Gruppo Ermada Flavio Vidonis, da sempre attento ai temi della memoria storica, della cultura del territorio e della valorizzazione delle identità locali, ha voluto sostenere con convinzione questa iniziativa, che pone al centro storie spesso dimenticate, ma essenziali per comprendere la forza e la capacità di rinascita della comunità friulana.


«Non potevamo non essere presenti a questa quinta edizione de “Il Sogno del Grano” – ha affermato il presidente del sodalizio di Duino Aurisina Massimo Romita –. La manifestazione rappresenta la storia dei pionieri di Borgo Hermada, ma richiama anche quel Friuli che è stato simbolo del mondo agricolo del passato e che si è trovato ad affrontare una delle più grandi tragedie della propria storia: il terremoto. Il sisma ha fermato il tempo, ma non le genti friulane, che fin dal primo giorno successivo alla tragedia sono state capaci di iniziare la ricostruzione, rendendo ancora più forte e grande un paese e un’intera regione.  Profondo è anche il significato del dono della croce, realizzata nella pietra ruvida e resistente delle cave di Aurisina, una pietra che ha segnato la storia di tanti uomini provenienti da ogni luogo e che, successivamente, è stata portata in tutto il mondo. È la stessa pietra che è servita a ricostruire le aziende e le abitazioni e, soltanto alla fine, le chiese, come volle il popolo friulano nel 1976. Quale dono migliore, dunque, dopo la ristrutturazione della Chiesa di Sant’Antonio di Padova, per suggellare la conclusione dei lavori».



Nel gruppo che raggiungerà Terracina saranno presenti anche i coniugi e amici Carmen Gasparotto e Aureliano Barnaba, da sempre impegnati nel consolidamento dei rapporti tra le due comunità.

Il direttore di Vero Nicola Santini e la scrittrice pordenonese Carmen Gasparotto saranno ospiti de “Il Sogno del Grano” per la presentazione del libro di Nicola Santini “Un po’ d’istruzione, un po’ distruzione” sabato 25 luglio, alle ore 20.00, presso l’atrio del Palazzo comunale, nell’ambito del progetto DuinoBook – Tempus Edax Rerum

«Siamo particolarmente felici della presenza costante e fattiva degli amici di Duino Aurisina – ha concluso Luigi Orilia, presidente della Sezione di Borgo Hermada e promotore de “Il Sogno delGrano” –. La loro partecipazione rappresenta uno stimolo incredibile alla nascita di iniziative e collaborazioni, alla costruzione di reti e di solidi rapporti di amicizia, nonché allo sviluppo di proposte concrete e costruttive capaci di ricordare la storia del passato e di lasciare una traccia alle generazioni future»





In "Un po’ d’istruzione un po’ di distruzione", Nicola Santini rilegge i grandi classici della letteratura con uno sguardo personale, ironico e sorprendentemente liberatorio. Alla soglia dei cinquant’anni, un mese e trentuno libri diventano l’occasione per una resa dei conti con la propria formazione culturale, tra memoria, disincanto e nuove consapevolezze maturate nel tempo. Durante un trasloco riemergono romanzi amati, subiti o fraintesi, rimasti a lungo sedimentati nell’esperienza di lettura. Rileggerli senza reverenza restituisce umanità a personaggi iconici e riporta gli autori fuori dal mito, osservandoli come artigiani della parola, fragili e profondamente contemporanei. I testi considerati intoccabili vengono attraversati con lucidità critica, intelligenza narrativa e sottile ironia, liberando i classici dalla retorica scolastica e riportandoli nella vita reale dei lettori. Prefazione di Concita Borrelli.











giovedì 9 luglio 2026

IL NUOVO PODCAST DEDICATO AL TERRITORIO

  “Mitreo e Dintorni”: al via il podcast del Gruppo Ermada Flavio Vidonis per raccontare storia, territorio e cultura di Duino Aurisina

Una nuova voce per valorizzare la Grotta del Mitreo, il Carso, la Pietra di Aurisina e le reti culturali tra Friuli Venezia Giulia, Aquileia e Ravenna

Prende avvio “Mitreo e Dintorni”, il nuovo podcast del Gruppo Ermada Flavio Vidonis, condotto da Linda Simeone, realizzato nell’ambito dei progetti “Mitreo tra Storia e Leggenda 2026” e “XIII DuinoBook – Tempus Edax Rerum”, sostenuti dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.  Il podcast nasce come strumento di narrazione territoriale e divulgazione culturale, con l’obiettivo di raccontare Duino Aurisina e il Carso attraverso voci, testimonianze e prospettive diverse. Giornalisti, comunicatori, studiosi, divulgatori, operatori culturali, blogger e protagonisti della vita del territorio accompagneranno il pubblico in un percorso tra storia, turismo, archeologia, tradizioni, identità locali e paesaggio. Ogni episodio intende offrire uno sguardo originale sui luoghi e sulle storie che caratterizzano il territorio, utilizzando il linguaggio diretto e contemporaneo del podcast per avvicinare pubblici diversi e creare nuove occasioni di conoscenza, curiosità e partecipazione.

Il progetto “Mitreo tra Storia e Leggenda 2026”

“Mitreo tra Storia e Leggenda 2026” si inserisce in un percorso pluriennale di valorizzazione della Grotta del Mitreo di Duino Aurisina, area archeologica di eccezionale valore storico, archeologico e paesaggistico, frequentata sin dal Neolitico e divenuta in età romana luogo di culto mitraico. Il progetto opera sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia e integra tutela, fruizione, divulgazione e promozione turistica. Attraverso visite guidate, aperture, iniziative speciali, percorsi immersivi e strumenti di narrazione contemporanea, il Mitreo viene raccontato non soltanto come sito archeologico, ma come luogo capace di mettere in relazione storia antica, spiritualità, paesaggio carsico e identità delle comunità. L’obiettivo è quello di rendere il patrimonio maggiormente accessibile e comprensibile, valorizzando un luogo ancora poco conosciuto dal grande pubblico e inserendolo in una rete culturale e turistica più ampia, capace di collegare il Carso ad altri grandi contesti storici dell’Adriatico. In questo quadro, “Mitreo e Dintorni” rappresenta uno degli strumenti innovativi di promozione e divulgazione previsti dal progetto, capace di ampliare il pubblico, superare i limiti della fruizione tradizionale e aumentare la percezione del valore culturale di Duino Aurisina.

“XIII DuinoBook – Tempus Edax Rerum”

Il podcast si sviluppa contemporaneamente nell’ambito della tredicesima edizione di DuinoBook, intitolata “Tempus Edax Rerum”, una rassegna culturale dedicata alla riflessione umanistica sul tempo, sulla memoria e sulle stratificazioni storiche. L’originalità del progetto risiede proprio nella scelta del tempo come chiave tematica unificante: un tempo letto attraverso la memoria, la materia e il paesaggio e trasformato in un racconto che mette in relazione luoghi, comunità e linguaggi differenti. In questo percorso, la Pietra di Aurisina diventa un elemento connettivo tra passato e presente, tra le rotte dell’Adriatico e i grandi contesti archeologici. “Tempus Edax Rerum” mette in relazione Duino Aurisina, Trieste, Aquileia e Ravenna, creando un unico asse narrativo nel quale il patrimonio diventa un dispositivo attivo di divulgazione contemporanea. Il programma comprende mostre itineranti, concorsi letterari, incontri, conferenze, presentazioni, percorsi didattici e la produzione di contenuti editoriali e digitali, tra cui video e podcast.  articolare attenzione è rivolta alla partecipazione dei giovani, alla dimensione educativa e all’accessibilità, con visite e percorsi didattici nei siti archeologici e UNESCO, iniziative rivolte alle scuole e strumenti inclusivi, tra cui il modellino tattile del Mausoleo di Teodorico.

Il progetto coinvolge una rete di partner istituzionali e culturali che comprende i Musei Nazionali di Ravenna, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, il Comune di Aquileia, l’Associazione Nazionale Città del Vino e il Comune di Prepotto, ciascuno con competenze specifiche e complementari.

Due progetti, un unico racconto del territorio

“Mitreo tra Storia e Leggenda 2026” e “XIII DuinoBook – Tempus Edax Rerum” sviluppano due percorsi distinti ma profondamente integrati. Da un lato, il Mitreo restituisce il valore di uno dei luoghi più suggestivi e misteriosi del Carso, punto di partenza per un viaggio nella storia antica e nelle stratificazioni del territorio. Dall’altro, DuinoBook amplia questa narrazione, mettendo in connessione la memoria di Duino Aurisina con Aquileia, Ravenna e con le più ampie rotte storiche e culturali dell’Adriatico. Il filo comune è la volontà di valorizzare luoghi intrisi di storia, trasformandoli in spazi di conoscenza, partecipazione e produzione culturale. Il podcast diventa quindi un ponte tra i due progetti e uno strumento capace di dare voce ai territori, alle persone e alle esperienze che contribuiscono quotidianamente a conservarne e reinterpretarne l'identità.

Massimo Romita: “Una partecipazione entusiasta che conferma la forza del progetto”

«Esprimiamo grande soddisfazione per l’importante ed entusiasta partecipazione di giornalisti, comunicatori, operatori culturali e turistici, blogger e protagonisti del territorio a questa nuova iniziativa – dichiara Massimo Romita, presidente del Gruppo Ermada Flavio Vidonis –. Mitreo e Dintorni nasce dalla volontà di sperimentare una forma innovativa di divulgazione e promozione, capace di raccontare il Friuli Venezia Giulia e, in particolare, Duino Aurisina attraverso voci, esperienze e sensibilità differenti. La risposta che stiamo ricevendo, attraverso le interviste con Linda Simeone,  conferma quanto sia forte il desiderio di partecipare alla costruzione di un racconto condiviso del territorio».

«I progetti Mitreo tra Storia e Leggenda 2026 e XIII DuinoBook – Tempus Edax Rerum si integrano perfettamente e sviluppano una visione culturale comune: valorizzare luoghi intrisi di storia, memoria e identità, mettendoli in relazione con le comunità e con nuovi linguaggi di comunicazione. Dal Mitreo al Carso, dalla Pietra di Aurisina alle grandi connessioni con Aquileia e Ravenna, vogliamo contribuire a far emergere storie spesso ancora poco conosciute e trasformarle in occasioni di conoscenza, visita e partecipazione. Il podcast rappresenta, in questo senso, uno strumento dinamico e contemporaneo, capace di portare il territorio oltre i suoi confini e di creare nuove curiosità e nuove connessioni».

Un podcast per ascoltare e riscoprire il territorio

Con “Mitreo e Dintorni”, il Gruppo Ermada Flavio Vidonis rafforza il proprio impegno nella divulgazione culturale e nella promozione territoriale attraverso un linguaggio nuovo, accessibile e capace di dialogare con pubblici differenti. Ogni puntata sarà un'occasione per entrare nelle storie di Duino Aurisina, del Carso e del Friuli Venezia Giulia, attraverso il racconto di chi questi luoghi li studia, li comunica, li promuove e li vive. “Mitreo e Dintorni” non è soltanto un podcast, ma un invito ad ascoltare il territorio, a riscoprirne i luoghi e a riconoscere nelle sue pietre, nei suoi paesaggi e nelle sue storie un patrimonio condiviso da conoscere, valorizzare e tramandare.

TUTTE LE PUNTATE 

(2439) Duino&Book - YouTube  ​










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lunedì 1 giugno 2026

AL VIA LA SESTA EDIZIONE DEL FESTIVAL DEGLI ANGELI

AL VIA LA SESTA EDIZIONE DEL FESTIVAL DEGLI ANGELI

Presentato a Lubiana il VI Premio Internazionale Rilke dedicato alla poesia

Ha preso ufficialmente avvio oggi, nella splendida cornice di Lubiana, Capitale Verde della Slovenia, la sesta edizione del Festival degli Angeli, importante manifestazione culturale promossa dal Gruppo Ermada Flavio Vidonis.

Con l’apertura del festival viene lanciata anche la nuova edizione del Premio Internazionale Rilke dedicato alla poesia, che punta a bissare il grande successo dello scorso anno, quando il concorso registrò oltre 500 partecipanti provenienti da numerosi territori e realtà culturali.

Nato nel 2021 per ricordare la figura di Rainer Maria Rilke e il profondo legame del poeta con il territorio di Duino, il Premio Internazionale Rilke è cresciuto rapidamente fino a diventare uno dei concorsi poetici più seguiti del Friuli Venezia Giulia e dell’area transfrontaliera. Fondato dal Gruppo Ermada Flavio Vidonis e l Associazione Poiein Aps con il supporto della casa editrice  Vita Activa Nuova e la collaborazione della Fondazione Alfonso Gatto di Salerno, il Premio valorizza opere poetiche provenienti da diverse realtà culturali e linguistiche, promuovendo il dialogo tra culture, la traduzione poetica e la diffusione della poesia contemporanea.

L’iniziativa trae ispirazione dalle celebri “Elegie Duinesi”, composte da Rainer Maria Rilke durante il soggiorno al Castello di Duino tra il 1911 e il 1912, opere che hanno reso il territorio carsico uno dei luoghi simbolo della poesia europea del Novecento. Negli anni il Premio ha registrato una costante crescita di partecipazione, consolidando una rete internazionale di autori, critici, traduttori e operatori culturali.

“Con una giuria rinnovata – ha voluto sottolineare il presidente e ideatore del Premio Christian Sinicco – abbiamo voluto proseguire nel segno della qualità dei giurati per affrontare al meglio un grandissimo lavoro di partecipazione”.

La giuria della Sezione A è composta da Elisa Donzelli, Tatjana Rojc, Mary Barbara Tolusso e Rodolfo Zucco.

La giuria della Sezione B è composta da Loredana Bogliun, Ulisse Dogà, Elisabeth Faller, Gianpaolo G. Mastropasqua e Alexandra Zambà.

La giuria della Sezione C è composta da Ivan Crico, Giovanna Frene, Gabriella Musetti, Daniele Orso e Furio Pillan.

“Abbiamo voluto proseguire su questo progetto – ha ribadito il presidente del Gruppo Ermada, Massimo Romita – con entusiasmo e con il coinvolgimento anche di nuove realtà. Il successo ottenuto negli anni scorsi ci conferma l’attenzione verso la poesia ma soprattutto la solidità del nostro concorso”.

Il Premio Rilke è sostenuto dal Comune di Duino Aurisina attraverso il Bando Cultura e dal Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, e gode della collaborazione di numerose realtà culturali del territorio.

Il saluto di apertura dell'incontro è stato fatto da Sava Sabadin referente per il Gruppo Ermada della Slovenia.

Lubiana ha rappresentato una delle prime fondamentali tappe del lungo percorso che porterà alla cerimonia finale di premiazione, in programma sabato 5 dicembre al Castello di Duino.

Bando completo del VI Premio Internazionale Rilke:



AL VIA LA TERZA EDIZIONE DI BORGO IN GIALLO

 DUINO AURISINA SI TINGE DI GIALLO: DAL 3 AL 30 GIUGNO 2026 LA TERZA EDIZIONE DI “BORGO IN GIALLO”



Libri, noir, cronaca vera, territorio e podcast: allo Spazio Cultura Borgo San Mauro e in diversi luoghi del territorio torna la rassegna promossa dal Gruppo Ermada Flavio Vidonis nell’ambito di DUINOBOOK – Tempus Edax Rerum

Duino Aurisina, giugno 2026 – A partire da mercoledì 3 giugno e fino al 30 giugno 2026, Duino Aurisina si tinge di giallo con la terza edizione di BORGO IN GIALLO, la rassegna dedicata al romanzo noir, alla narrativa di indagine, alla cronaca vera e alla scoperta dei luoghi del territorio.

L’iniziativa è promossa dal Gruppo Ermada Flavio Vidonis nell’ambito di DUINOBOOK – Tempus Edax Rerum, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e il patrocinio del Comune di Duino Aurisina, ed è inserita nel programma di Come Sere d’Estate. Collaborano alla rassegna il Gruppo Speleologico Flondar, il Gruppo Ajser 2000, il Circolo Duinate, il Lions Club Duino Aurisina, Proloco Fogliano Redipuglia, i pubblici esercizi Borgomare e Ristorante San Mauro, l’Azienda Agricola Ivan Gabrovec e le realtà partner del territorio.

Il programma 2026 propone presentazioni di libri, incontri con autori, appuntamenti di approfondimento e visite guidate, con uno sguardo capace di intrecciare letteratura, memoria, cronaca, paesaggio e identità del Carso. Accanto agli appuntamenti letterari, la rassegna accompagnerà il pubblico alla scoperta del territorio con le visite guidate al Mitreo di Duino e con l’avvio del podcast “Mitreo e dintorni”, nell’ambito del progetto Mitreo tra Storia e Leggenda.




La rassegna si apre mercoledì 3 giugno alle ore 18.00 allo Spazio Cultura Borgo San Mauro con la presentazione di “Blu temporale / Trilogia di Trieste” di Roberto Maestri. L’autore dialogherà con Fabiana Redivo. Il volume, pubblicato da Le Lettere Scarlatte, raccoglie tre racconti ambientati tra Trieste e il Carso, luoghi di confine e di memoria, dove il reale si fa instabile e ogni certezza sembra dissolversi in un orizzonte sospeso tra ricordo, immaginazione e mistero.



Tutti i sabati di giugno, 6, 13, 20 e 27 giugno, dalle 10.00 alle 12.00, si terranno le visite guidate al Mitreo di Duino, con il percorso Esploriamo il territorio – Scopriamo i tesori nascosti del territorio”. Per prenotare la visita info 3396908950 Gruppo Speleologico Flondar

Il programma prosegue mercoledì 10 giugno alle ore 18.00 con l’appuntamento “Borgo in Giallo”. il libro di Patrizia Dughero QUDU editore.



Lunedì 15 giugno alle ore 18.30, allo Spazio Cultura, si terrà l’incontro di storytelling “La fotografia come racconto della realtà”, con Katia Bonaventura, fotografa, e Stefano Mattia Pribetti, giornalista. L’appuntamento promosso in collaborazione con la Proloco Fogliano Redipuglia rientra nel progetto “Ungaretti, ritorno sul Carso: solo in mezzo ad altri uomini soli” del Centro Studi Rizzatti, nell’ambito del bando regionale “L.R. 28 dicembre 2023, n. 16”. Dal 15 al 30 giugno, sempre allo Spazio Cultura, sarà inoltre visitabile un estratto della mostra “Giuseppe Ungaretti, una voce di guerra in tempo di pace”.



Mercoledì 17 giugno alle ore 18.00, lo Spazio Cultura ospiterà Fabrizio Maniago con “I 175 sequestri di persona della Banda Baffi. Cronaca vera di un’inchiesta conclusa con doppia assoluzione”. Il libro racconta una vicenda giudiziaria reale, durata otto anni e mezzo tra indagini e processo, con centosettantacinque sequestri di persona contestati e due assoluzioni. Una testimonianza diretta che intreccia documenti, atti processuali e ricostruzioni investigative, aprendo una riflessione sul rapporto tra giustizia, immigrazione, informazione e responsabilità investigativa.



Lunedì 22 giugno alle ore 18.00, presso l’Osmica Ivan Gabrovec a Prepotto, sarà presentato “Il genio di Trieste. Nascita e destino di una città cosmopolita” di Maurizio Marzi Wildauer, con prefazione di Francesco Magris. Il volume indaga la storia di Trieste dal 1719 alla fine della Grande Guerra, mettendo in luce le radici storiche e culturali di una città cosmopolita e il fragile equilibrio delle convivenze che ne hanno segnato il destino.



Mercoledì 24 giugno alle ore 18.00, allo Spazio Cultura Borgo San Mauro, sarà la volta di “La profezia del sopracomito. Un dramma tergestino” di Norberto Fragiacomo. Ambientato nella primavera del 1999, il romanzo prende avvio da un omicidio apparentemente senza movente nel paesello di Repino, intrecciando l’indagine del commissario Sassinovich con una vicenda di secoli precedenti e con una riflessione sul potere, sulla giustizia e sulla natura sospettosa dell’autorità.



Dal 29 giugno prenderà inoltre avvio il podcast “Mitreo e dintorni”, nell’ambito del progetto Mitreo tra Storia e Leggenda, dedicato alla valorizzazione del patrimonio storico, culturale e paesaggistico del territorio.

«Con la terza edizione di Borgo in Giallo vogliamo confermare e rafforzare un percorso che in questi anni ha saputo incontrare l’interesse di lettori, autori, editori e appassionati del genere giallo e noir. - ha sottolineato Massimo Romita presidente del Gruppo Ermada - La rassegna nasce con l’obiettivo di creare uno spazio di confronto vivo, accessibile e partecipato, capace di valorizzare la narrativa di indagine non solo come forma di intrattenimento, ma anche come strumento per leggere la realtà, interrogare la memoria, raccontare il territorio e approfondire temi sociali, storici e culturali. Il coinvolgimento degli editori e degli autori rappresenta per noi un elemento fondamentale: significa mettere in relazione chi scrive, chi pubblica e chi legge, costruendo occasioni di dialogo diretto e favorendo la diffusione della cultura del libro. Il giallo, con la sua capacità di unire mistero, tensione narrativa , analisi dei luoghi e attenzione ai dettagli, è un genere particolarmente adatto a coinvolgere pubblici diversi e a stimolare curiosità, partecipazione e riflessione. Borgo in Giallo è anche un progetto di promozione del territorio. Attraverso gli incontri allo Spazio Cultura di Borgo San Mauro, le collaborazioni con le realtà associative, culturali ed economiche locali, le visite guidate e i percorsi dedicati alla scoperta del Mitreo e dei luoghi del Carso, vogliamo raccontare Duino Aurisina come un territorio ricco di storie, memorie, paesaggi e identità. La cultura diventa così occasione di incontro, ma anche motore di valorizzazione e conoscenza. Questa terza edizione conferma l’impegno del Gruppo Ermada nel costruire reti, nel coinvolgere istituzioni, associazioni, operatori e cittadini, e nel proporre iniziative capaci di unire qualità culturale, partecipazione e attenzione al territorio. Borgo in Giallo è una rassegna che cresce grazie alla collaborazione di tanti soggetti e alla passione di chi crede che i libri possano ancora aprire strade, generare comunità e illuminare, anche attraverso il mistero, la complessità del nostro tempo.»