LA TRADOTTA DEL FRIULI VENEZIA GIULIA


NEL CENTENARIO DELLA GRANDE GUERRA

lunedì 11 aprile 2022

DUE GRANDI MOSTRE A MALBORGHETTO

  “Storie di pietre e di confini in tempo di Pace” dal 14 aprile a Malborghetto con tre appuntamenti 

Due mostre e una rappresentazione teatrale. Sono le tre iniziative che verranno ospitate dal Palazzo Veneziano di Malborghetto dal 14 aprile nell'ambito del progetto “Storie di pietre e di confini in tempo di Pace” promosso dal Gruppo Ermada Flavio Vidonis di Duino Aurisina congiuntamente all’Amministrazione Comunale del Comune di Malborghetto Valbruna e la Comunità di Montagna Canal del Ferro Valcanale, che gode del sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia sull'avviso pubblico per la valorizzazione del patrimonio storico ed etnografico del Friuli Venezia Giulia.

La prima delle due rassegne espositive, “Storie di pietre e di confini in tempo di Pace”, sarà allestita dal 14 al 30 aprile al primo piano del Palazzo. All'ultimo piano della struttura Cinquecentesca sarà visitabile invece, dal 14 aprile al 31 maggio, la mostra “Isonzo le dodici battaglie”. Presso l’Auditorium del Palazzo Veneziano di Malborghetto si potrà assistere alla rappresentazione teatrale “Storie di Pietre e Voci di Confini”.

L’inaugurazione delle due mostre avrà luogo giovedì 14 aprile alle ore 18.30 presso le sale del Palazzo, mentre lo spettacolo avrà inizio alle ore 20.00.


La mostra “Storie di pietre e di confini in tempo di Pace”, allestita dal 14 al 30 aprile al primo piano del Palazzo, focalizza l’attenzione del pubblico sull’evoluzione costante e impetuosa dei confini, in una terra contesa, a tratti tumultuosa, che ha superato il secolo breve grazie alla straordinarietà delle sue genti, applicando l’approccio alla base dell’architettura dell’Unione Europea.

I Confini dell’Europa Centrale e del Litorale Adriatico.

Geografia e geopolitica come gli ostacoli naturali hanno influenzato e limitato i domini, hanno contribuito al formarsi di culture eterogenee e, infine, delle comunità nazionali nella definizione di un paradigma che assegna un valore diseparazione a seconda delle età.

Il Confine virtuale, viaggio tra geografia e ideologia che separano i popoli.

L’evoluzione del concetto di territorio, dalla proprietà al Limes romano, dal Confine convenzionale e artificiale alla linea ideale che separa i popoli. Il Confine come separazione di lingue, culture lingue e domini. Il convivere di confini ideologici, la loro imposizione e il loro superamento in due casi studio: l’idea socialista e la fratellanza cristiana.  La storia del Confine Orientale.  Il limes romano, il Patriarcato di Aquileia, La Serenissima e gli Asburgo, il Trattato di Campoformido, Napoleone e la Restaurazione del Congresso di Vienna. La Pace di Villafranca, il Regno d’Italia, la Pace di Vienna del 1866. Dal Confine Imperiale ai trattati di Saint-Germain e di Rapallo. La seconda Guerra Mondiale, il Trattato di Parigi e il Memorandum di Londra. La guerra fredda, la Cortina di Ferro, la caduta del muro. Il Trattato di Osimo.  Il Valico: il presidio militare e di polizia nell’era delle Dogane.  La storia e la mappa dei valichi di confine tra Friuli Venezia Giulia, Austria e Jugoslavia. Schengen: superare i confini L’Europa Unita dopo Maastricht e Schengen, la moneta europea e l'abbattimento dei Confini con l’Austria e la Slovenia. La geopolitica e i suoi effetti reali sulla vita delle genti di confine.  Il territorio condiviso: l’alba di un futuro presente.  Il nuovo concetto di confine, il suo superamento in un mondo ideale di pace e convivenza, il suo ritorno ai tempi della Pandemia Globale, il suo futuro nel contesto europeo che ha assegnato a Gorizia e Nova Gorica il ruolo di Capitale Europea della Cultura 2025.

La mostra è realizzata grazie a una ricerca storica del Dott. Lorenzo Salimbeni e la grafica dei pannelli è stata realizzata da Alberto Gregori.


La mostra “Isonzo le dodici battaglie”, aperta al pubblico dal 14 aprile al 31 maggio, nel corso degli anni ha già riscosso una grandissima attenzione da parte delle scuole e dei visitatori che hanno potuto conoscere la cronologia delle battaglie nelle varie tappe in giro per l’Italia e l’Europa.
La mostra è composta da ottanta pannelli espositivi che ripercorrono le battaglie che avvennero sul fronte dell’Isonzo e descrivono il territorio teatro degli eventi che si susseguirono dal 1915 al 1917; tale cronologia è stata realizzata avvalendosi del contributo di Stefano Gambarotto, presidente dell’Istituto del Risorgimento di Treviso ed è corredata da immagini d’epoca (grazie anche alla collaborazione del Museo Civico per il Risorgimento di Bologna) riconducibili agli eventi descritti, messi a disposizione dagli Istituti e da numerosi cultori della materia.
In occasione del centenario della Grande Guerra, la mostra ripercorre, con fotografie e testi, gli eventi legati alle offensive che tra il 1915 e il 1917 l’Italia sferrò lungo il fronte segnato dal fiume Isonzo nel tentativo di piegare le difese austro-ungariche, sino alla dodicesima battaglia, meglio conosciuta come la tragedia di Caporetto. Dal settembre del 2015 la mostra ha toccato diverse città: Duino (Castello), Bologna (Museo del Risorgimento), Grado (Casa della Musica), Farra d’Isonzo (Municipio), Szombathely (Università), Mantova Capitale Italiana della Cultura (Palazzo Maria delle Vittorie) e, recentemente, a San Pietro al Natisone e Palazzo Belgrado Antonini sede della Provincia di Udine per un totale di 54.000 visitatori.  

La pièce “Storie di Pietre e Voci di Confini” andrà in scena per un totale di 7 repliche. La scenografia è costituita dal nostro territorio nel suo arrampicarsi dal mare e volgere verso il cielo, dalle pietre del Carso a quelle della Carnia, testimoni della storia più cruenta. Lo spettacolo si svolge a leggìo in italiano accennando le lingue e i dialetti diversi (italiano, sloveno, tedesco, triestino, bisiaco e friulano) che sono usati nella nostra regione, al di là dei confini materiali che esistono da secoli. In collaborazione con l’Associazione Numerouno, Teatropossibile e la partecipazione straordinaria del coro S. Ignazio di Gorizia diretto dal M° Liviano Brumàt, lo spettacolo è scritto e diretto da Giorgio Amodeo con la collaborazione di Tatiana Malalan e Giuliana Zidarič. Musiche originali di Edy Meola. Scenografia di Monica Kirchmayr.

Le pietre esistono da sempre e per sempre esisteranno, al di là dei confini o dei ponti, al di là del silenzio o delle voci che possono aver sentito. Si, le pietre ascoltano, se poi potessero anche parlare quante storie avrebbero da raccontare! Questo spettacolo teatrale vuole dare voce proprio alle pietre, che siano del Carso o della Carnia, dell’Istria o del litorale giuliano-veneto. La pietra è il filo conduttore della rappresentazione che partirà da brevi cenni storici sulla storia della regione Friuli Venezia Giulia e terre confinanti (a leggìo) per proseguire con scene di vita quotidiana in diverse epoche e momenti storici. Si parla di pietre ma anche di confini, dal latino “finis” cioè limite preceduto dal prefisso “con”. “Limite” è una parola che non ci appartiene, rende l’idea di fermarsi ad un certo punto, di una fine. Invece “non dobbiamo, non possiamo, non vogliamo” (cit.) porci dei limiti, abbiamo sete di conoscere per esempio il nostro passato e presente, i diversi modi di vita, le tradizioni popolari, le canzoni d’amore o di guerra, il legame con la terra e la natura per chi è nato e vive in campagna e una continua ricerca delle proprie radici per chi è nato e vive in città, le lingue e i dialetti diversi che si incrociano, si mescolano, e si arriva così alle voci. Infatti gli attori e il coro si esibiranno in diverse lingue e dialetti (italiano, sloveno, tedesco, triestino, bisiaco e friulano) perché i confini materiali sono esistiti, certo, e per secoli. Ma siamo nell’anno 2022 e ci sono satelliti, razzi, sonde che “spiano” un pianeta diverso da quello in cui viviamo, Marte, un lontanissimo puntolino rosso nell’universo nella speranza di svelare chissà quale segreto. E allora di quali confini stiamo parlando? I confini esistono solo nella testa della gente, si chiamano ignoranza, paura, indifferenza, avidità. Si possono “aprire” con la cultura e una pari collaborazione fra i popoli. Un’utopia? Noi non smetteremo di provarci.

Il Palazzo Veneziano, sede del Museo etnografico territoriale, è uno dei palazzi più antichi (risale alla fine del 1500) e sontuosi della valle. Nato come dimora di un ricco industriale del ferro, all’epoca in cui Malborghetto era una fiorente “ Città-mercato” del Vescovado di Bamberga (Germania), il Palazzo Veneziano propone un “viaggio” affascinante attraverso geologia, paleontologia, scienze naturali storia ed etnografia, approfondendo, anche attraverso diorami e proiezioni di grande suggestione, aspetti riguardanti la Foresta di Tarvisio e le tradizioni, originalissime, antiche e vitali, frutto della convergenza delle tre grandi culture europee: quella latina, quella tedesca e quella slava.

Il progetto, oltre al partenariato del Comune di Malborghetto Valcanale, gode del partenariato dei Comuni di Gorizia, Trieste, Fogliano Redipuglia, Paluzza, Spilimbergo e Travesio oltre al Coro S. Ignazio e l’S1 Trail Asd Sentiero Uno, l’Associazione Erasmo da Rotterdam e la collaborazione del Lions Club Duino Aurisina e dell’Ajser 2000.

in collaborazione con Duinobook
l'evento su Facebook 


LE STORIE DI PIETRE E LE VOCI DI CONFINI A MALBORGHETTO

   Storie di pietre e di confini in tempo di Pace” dal 14 aprile a Malborghetto con tre appuntamenti

Due mostre e una rappresentazione teatrale. Sono le tre iniziative che verranno ospitate dal Palazzo Veneziano di Malborghetto dal 14 aprile nell'ambito del progetto “Storie di pietre e di confini in tempo di Pace” promosso dal Gruppo Ermada Flavio Vidonis di Duino Aurisina congiuntamente all’Amministrazione Comunale del Comune di Malborghetto Valbruna e la Comunità di Montagna Canal del Ferro Valcanale, che gode del sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia sull'avviso pubblico per la valorizzazione del patrimonio storico ed etnografico del Friuli Venezia Giulia.
La prima delle due rassegne espositive, “Storie di pietre e di confini in tempo di Pace”, sarà allestita dal 14 al 30 aprile al primo piano del Palazzo. All'ultimo piano della struttura Cinquecentesca sarà visitabile invece, dal 14 aprile al 31 maggio, la mostra “Isonzo le dodici battaglie”. Presso l’Auditorium del Palazzo Veneziano di Malborghetto si potrà assistere alla rappresentazione teatrale “Storie di Pietre e Voci di Confini”.

L’inaugurazione delle due mostre avrà luogo giovedì 14 aprile alle ore 18.30 presso le sale del Palazzo, mentre lo spettacolo avrà inizio alle ore 20.00.


La pièce “Storie di Pietre e Voci di Confini” andrà in scena per un totale di 7 repliche. La scenografia è costituita dal nostro territorio nel suo arrampicarsi dal mare e volgere verso il cielo, dalle pietre del Carso a quelle della Carnia, testimoni della storia più cruenta. Lo spettacolo si svolge a leggìo in italiano accennando le lingue e i dialetti diversi (italiano, sloveno, tedesco, triestino, bisiaco e friulano) che sono usati nella nostra regione, al di là dei confini materiali che esistono da secoli. In collaborazione con l’Associazione Numerouno, Teatropossibile e la partecipazione straordinaria del coro S. Ignazio di Gorizia diretto dal M° Liviano Brumàt, lo spettacolo è scritto e diretto da Giorgio Amodeo con la collaborazione di Tatiana Malalan e Giuliana Zidarič. Musiche originali di Edy Meola. Scenografia di Monica Kirchmayr.

Le pietre esistono da sempre e per sempre esisteranno, al di là dei confini o dei ponti, al di là del silenzio o delle voci che possono aver sentito. Si, le pietre ascoltano, se poi potessero anche parlare quante storie avrebbero da raccontare! Questo spettacolo teatrale vuole dare voce proprio alle pietre, che siano del Carso o della Carnia, dell’Istria o del litorale giuliano-veneto. La pietra è il filo conduttore della rappresentazione che partirà da brevi cenni storici sulla storia della regione Friuli Venezia Giulia e terre confinanti (a leggìo) per proseguire con scene di vita quotidiana in diverse epoche e momenti storici. Si parla di pietre ma anche di confini, dal latino “finis” cioè limite preceduto dal prefisso “con”. “Limite” è una parola che non ci appartiene, rende l’idea di fermarsi ad un certo punto, di una fine. Invece “non dobbiamo, non possiamo, non vogliamo” (cit.) porci dei limiti, abbiamo sete di conoscere per esempio il nostro passato e presente, i diversi modi di vita, le tradizioni popolari, le canzoni d’amore o di guerra, il legame con la terra e la natura per chi è nato e vive in campagna e una continua ricerca delle proprie radici per chi è nato e vive in città, le lingue e i dialetti diversi che si incrociano, si mescolano, e si arriva così alle voci. Infatti gli attori e il coro si esibiranno in diverse lingue e dialetti (italiano, sloveno, tedesco, triestino, bisiaco e friulano) perché i confini materiali sono esistiti, certo, e per secoli. Ma siamo nell’anno 2022 e ci sono satelliti, razzi, sonde che “spiano” un pianeta diverso da quello in cui viviamo, Marte, un lontanissimo puntolino rosso nell’universo nella speranza di svelare chissà quale segreto. E allora di quali confini stiamo parlando? I confini esistono solo nella testa della gente, si chiamano ignoranza, paura, indifferenza, avidità. Si possono “aprire” con la cultura e una pari collaborazione fra i popoli. Un’utopia? Noi non smetteremo di provarci.
Il Palazzo Veneziano, sede del Museo etnografico territoriale, è uno dei palazzi più antichi (risale alla fine del 1500) e sontuosi della valle. Nato come dimora di un ricco industriale del ferro, all’epoca in cui Malborghetto era una fiorente “ Città-mercato” del Vescovado di Bamberga (Germania), il Palazzo Veneziano propone un “viaggio” affascinante attraverso geologia, paleontologia, scienze naturali storia ed etnografia, approfondendo, anche attraverso diorami e proiezioni di grande suggestione, aspetti riguardanti la Foresta di Tarvisio e le tradizioni, originalissime, antiche e vitali, frutto della convergenza delle tre grandi culture europee: quella latina, quella tedesca e quella slava.
Il progetto, oltre al partenariato del Comune di Malborghetto Valcanale, gode del partenariato dei Comuni di Gorizia, Trieste, Fogliano Redipuglia, Paluzza, Spilimbergo e Travesio oltre al Coro S. Ignazio e l’S1 Trail Asd Sentiero Uno, l’Associazione Erasmo da Rotterdam e la collaborazione del Lions Club Duino Aurisina e dell’Ajser 2000.
in collaborazione con Duinobook
l'evento su Facebook 


giovedì 3 marzo 2022

IL NUOVO PODCAST DI DUINOBOOK

 



LA PUNTATA 0 DEL PODCAST DI DUINOBOOK


IL GRUPPO ERMADA FLAVIO VIDONIS


GLI EVENTI A BOLOGNA


Il web. L'unica via per poter avere un po' di spazio operativo per musica e arte in genere ( ma non solo) sembra essere internet.
Ormai siamo esseri virtuali, l'unico spazio disponibile in attesa di aperture che ... f o r s e ... ci concederanno di verificare la nostra presenza in vita su un palcoscenico.
Ma la presenza del web ormai è e sarà lo strumento per la vita di tutti. Tanto vale approfittarne per sviluppare idee e stimoli nuovi.
Il podcast è senza dubbio un servizio che ti offre la libertà di esprimerti e di avere collaborazioni.
Esce OGGI 3 Marzo la rubrica podcast "Duino&book" a cura del Gruppo Ermada Flavio Vidonis che si occupa di eventi storico-culturali della nostra regione. La produzione di ogni podcast esige la diffusione di contenuti originali in tutto , compresi musica , effettistica , rumoristica e speakeraggi quantomeno professionali per le parti audio.
Stimolante come attività e che auspico essere in crescita.
Ho in programma di sfornare altre collaborazioni con artisti vari specie nel teatro in cui sono autore di tantissime musiche ma non solo. Anche se l' età inesorabilmente avanza ho ancora voglia di essere presente su tutti i tipi di scena. Con sax o con penna di compositore, giullare, direttore d'orchestra, finto-attore e quant'altro.
Per chi mi segue....stay tuned!
EDY MEOLA

martedì 1 marzo 2022

OMAGGIO A PASOLINI NEL CENTENARIO DELLA NASCITA

 


 COMUNICATO STAMPA AL VIA IL PROGETTO "IL MONDO DI PASOLINI, TRA IL MARE E LE CITTA'" OMAGGIO A PIER PAOLO PASOLINI IN OCCASIONE DEL CENTENARIO DELLA NASCITA
 

Il mondo di Pasolini, tra il Mare e le Città, rappresenta un fantastico viaggio culturale tra i luoghi simbolo di Pier Paolo Pasolini. Un percorso che passando per il suo Friuli, parte da Bologna a marzo e si conclude ad Ostia a Novembre, attraverso tutta l'Italia anche quella sconosciuta. Un viaggio alla scoperta delle Città di Mare e delle sue Città, dove ha creato, vissuto e realizzato opere uniche amate e discusse, attraverso importanti partner Regionali e Nazionali, verrà ripercorsa la 
Due sono le iniziative che il Gruppo Ermada Flavio Vidonis ha ideato per dare l'avvio alle celebrazioni del centenario della nascita di Pasolini, e lo ha voluto fare proprio a Bologna Città natia, insieme ai partner che seguiranno il progetto nei prossimi mesi.
Alle Ore 1030 al Museo Archeologico di Bologna la presentazione  nazionale del progetto "Il mondo di Pasolini, tra il mare e le città" coordinato dal Gruppo Ermada Flavio Vidonis alla presenza dei rappresentanti del Progetto. Il COMUNE DI GORIZIA (GO - FVG), il COMUNE DI GRADO (GO - FVG) , il COMUNE DI PALAZZOLO DELLO STELLA (UD - FVG), il COMUNE DI CORNO DI ROSAZZO (UD - FVG) l'ASSOCIAZIONE PER I PARCHI LETTERARI ( ROMA LAZIO) attraverso l'ente gestore del Parco Letterario Pier Paolo Pasolini/Centro Habitat Mediterraneo LIPU di Ostia la FONDAZIONE PER LA CRITICA SOCIALE (FIRENZE TOSCANA), il COMUNE DI SABAUDIA (LT - LAZIO), il COMUNE DI TERRACINA (LT - LAZIO), l'Associazione di Promozione Sociale Giano Public History (ROMA LAZIO) , GLICINE ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE (LAMEZIA TERME CALABRIA) https://fb.me/e/1HqgA4RW9
Alle ore 18.30 presso il Circolo CostaArena (Via Azzo Gardino 48 Bologna) "L'Eredità impossibile Conversazione su Pier Paolo Pasolini nel centenario della sua nascita" con il Prof. Antonio Tricomi della Fondazione per la Critica Sociale.  Incontro a cura di Luca Mozzachiodi. Presenta il poeta Christian Sinicco promosso dal Gruppo Ermada Flavio Vidonis di Duino Aurisina in collaborazione con la Fondazione per la Critica Sociale e il Circolo CostArena. Il Progetto si concluderà a novembre ad Ostia con una toccante celebrazione, lì dove Pasolini ci lasciò. https://fb.me/e/1x9V6WjUl

Gli obiettivi del Progetto "Il Mondo di Pasolini, tra il Mare e le Città"
 ha tre importanti obiettivi: indagare la personalità di Pasolini, dalla vita all'opera, scoprire la straordinaria sensibilità e arguzia nutrita dalla disumana realtà delle decadi della Guerra Mondiale. Prima e dopo, che hanno plasmato la figura eclettica e controversa che conosciamo, che ha saputo esprimersi in ogni campo ove la parola è necessaria, dal giornalismo al cinema, dalla poesia al romanzo. L'anima del Poeta si è nutrita anche della straordinarietà della vita di tutti i giorni, alla quale spesso fa da scenografia un Nord Est e un Friuli dal sapore antico nei modi, nei luoghi e nella lingua amata da Paolini. Da Casarsa a Grado, da Sacile a Gorizia fino a Idria, sono molti gli itinerari da scoprire e promuovere oggi,celebrando questa figura. Il Padre Carlo Alberto, girovago per necessità, ha certamente lasciato in eredità al figlio Pier Paolo l'urgenza di passare oltre,  non fermarsi, moto perpetuo dell'anima che ha solcato l'Italia degli anni più cupi del Regno e dei primi splendidi soli della Repubblica, arenandosi tragicamente a Ostia. Da Bologna ad Ostia, passando per Bari e la Calabria, da Roma a Terracina e Sabaudia, e tante altre città, sempre in viaggio nei luoghi vissuti da Pasolini, oltre il Friuli, ma per poi farvi ritorno. 

Con il progetto si vuole indagare e descrivere la personalità di una figura come quella di Pasolini, nella complessità della storia in cui ha temporaneamente vissuto, una sfida notevole nel quadro della vastità dell'opera e della profondità dell'uomo, un'anima perpetuamente in movimento che ha lasciato un'eredità enorme. Tuttavia il progetto è stato modellato per raccogliere una pluralità di punti di vista esattamente come l'eclettico Pasolini, Poeta, Cineasta, sceneggiatore, giornalista, romanziere e regista rispondeva con il suo ingegno alla realtà che osservava. Esploreremo perciò i luoghi dove è cresciuto, nel nostro Friuli, e dove si è affermato artisticamente e professionalmente in Italia.   

Tra le iniziative del Progetto fondamentale sarà la Piece Teatrale che vedrà otto repliche in città Italiane dal titolo   «INSOLITO PETROLIO, TRA MARE E CITTÀ». Il petrolio copre e nasconde ciò che tocca , il petrolio è vischioso, imbratta, impregna, il petrolion muove e si muove. il Petrolio inquina i mari, le città e talvolta l'animo umano. Ispirato a petrolio il testamento spirituale di Pier Paolo Pasolini, traccia i momenti più oscuri del novecento italiano immaginando le sue conseguenze nella storia. Pasolini considerava petrolio come "una specie di summa di tutte le mie esperienze, di tutte le mie memorie", così scriveva nella lettera a Moravia, risalente al 1975, un'opera che lo avrebbe tenuto occupato per anni o a cui avrebbe dedicato tutta la vita. Ideazione di Gualtiero Giorgini.  La mostra e il docufilm "Il mondo di Pasolini". Sia il Docufilm che la mostra sono autoprodotti con strumentazioni all'avanguardia, proposte in tutte le città partner mostrerà i luoghi prescelti dalla regia per testimoniare i luoghi cari a Pasolini.

luoghi di oggi inframezzati con immagini storiche, testi e poesie, racconti letti direttamente da figure e personaggi dei luoghi, per mantenere vivo anche il rapporto con il territorio e le lingue dei territori stessi.  Il programma si completa con Puntate On Line dedicate alle Città di Pasolini in Friuli Venezia Giulia, e ulteriori quindici conferenze tematiche a cura di relatori qualificati, ricercatori ed esponenti dei maggiori atenei nazionali, esperti ed autori. 
Il progetto è stato presentato alla Regione Autonoma Fvg, Regione che sostiene le iniziative progettuali relative ad attività culturali da attuare in occasione della ricorrenza del 100° anniversario della nascita di Pier Paolo Pasolini.

Il progetto vede il partenariato di Comune di Gorizia, Comune di Corno di Rosazzo, Comune di Grado, Comune di Palazzolo dello Stella, Comune di Terracina, Comune di Sabaudia, Fondazione per la Critica Sociale Firenze, Giano Pubblic History Aps Roma, Associazione Glicine Pianopoli Lamezia Terme, Associazione Parchi Letterari Italiani Ostia Centro Habitat del Mediterraneo Parco Pasolini Lipu e vede la collaborazione del Lions Club Duino Aurisina, Fidapa Terracina, Gruppo Ermada Sezione di Borgo Hermada, Università della Terza Età, Ajser 2000, Fogolar Furlans, Associazione Poiein, Hilton Double Tree, Le Vie delle Foto. 

Una collaborazione significativa del Progetto è riferita all'iniziativa dei ragazzi dell'Associazione Retake Bari per la realizzazione di un murale nelle vicinanze della stazione dove lui probabilmente pernottò.  Pasolini visitò Bari nel 1951 e regalò alla nostra città parole, impressioni, suggestioni che ancora riempiono anima e cuore.  Il murale verrà realizzato utilizzando vernici in grado di assorbire CO2 ed inquinanti, trattandosi di un punto della città molto trafficato (via Duca degli Abruzzi in prossimità del ponte di Sant’Antonio). 

Le parole di Pier Paolo Pasolini su Bari: “Che freschezza, la mattina a Bari! Alzato il sipario del buio, la città compare in tutta la sua felicità adriatica. Senti il mare in fondo agli incroci perpendicolari delle strade di questa Torino adolescente: un mare generoso, un dono, non sai se di bellezza o di ricchezza.

Davanti al lungomare (splendido), sotto l’orizzonte purissimo, una folla di piccole barche piene di ragazzi si lascia dondolare nel tepore della maretta”. Il progetto è stato ideato da 
 MASSIMO ROMITA con la consulenza Scientifica di CHRISTIAN SINICCO,  stesura del Progetto FRANCESCO PEQUENO, realizzazione del logo Pier Paolo Pasolini LINDA SIMEONE.   
Info duinobook@gmail.com info 3452911405




 






 DUINO&BOOK Festival del Libro di Duino Aurisina: OMAGGIO A PIER PAOLO PASOLINI IN OCCASIONE DEL CENTENARIO DELLA NASCITA (duinobookfestivaldelibro.bl