LA TRADOTTA DEL FRIULI VENEZIA GIULIA


NEL CENTENARIO DELLA GRANDE GUERRA

lunedì 17 ottobre 2016

Dall'Ungheria, i diari di due soldati della Grande Guerra


A Duino, per il Festival del Libro della Grande Guerra, dal 18 al 20 novembre, arriveranno direttamente dall’Ungheria Pintér Tamás e Krisztina  Babos che ci presenteranno Imre Gábor kadét doberdói naplója (Imre Gábor, diario di un cadetto a Doberdò) e Kovács György harctéri napólna (Kovács György,  diario dal campo di battaglia), i diari di due soldati ungheresi che hanno combattuto in Italia.


Uno dei due diari narra le vicende della zona di Monfalcone e San Giovanni di Duino.


venerdì 14 ottobre 2016

"Uno dei tanti", le memorie di Adolfo Baiocchi al Festival del Libro della Grande Guerra

A Duino, durante i giorni del festival, il presidente del comitato "Pro chiesa di Plave", Sergio Spagnolo ci parlerà di Uno dei tanti

Si tratta di una raccolta di memorie di Adolfo Baiocchi, un tenente senese del Regio Esercito che combatté dai primi giorni di guerra sul Carso.

Nel maggio del 1916 Baiocchi viene inviato sull’altopiano dei Sette Comuni per arginare, con la sua brigata, l’offensiva austro-ungarica nota come Strafexpedition per poi ritornare sul Carso con la brigata Verona. Cade prigioniero nel corso della controffensiva austriaca di Flondar del 4 giugno 1917.

Per la drammaticità degli episodi e il modo totalmente crudo e realistico con cui è scritto il libro, se lo si trasformasse in un film televisivo, gli verrebbe sicuramente assegnato il bollino rosso, sconsigliandone la visione alle persone più sensibili. Il vissuto dell’autore, infatti, non fa sconti alla realtà, ci getta in faccia senza troppi scrupoli e falsi moralismi, le situazioni più drammatiche e scabrose e i sentimenti più primitivi che albergavano nell’animo di molti soldati abbruttiti dalla guerra di trincea e da sacrifici inenarrabili. Non a caso, brani tratti dal capitolo “Gas” di Uno dei tanti vengono spesso letti nel corso di eventi legati al tragico attacco  avvenuto sul Monte San Michele il 29 giugno 1916.

Le memorie, in alcuni casi vissute in prima persona, in altri casi riportate all’autore da terzi, probabilmente durante la prigionia a Theresienstadt, sono state trascritte in singoli episodi, fra i quali alcuni spiccano facendo emergere la capacità di Baiocchi di tradurre in parole degli eventi che per altri sarebbero risultati indicibili.

Si tratta di un libro che si legge tutto d’un fiato, arricchito da numerose ricerche e approfondimenti curati da Paolo Seno, Sergio Spagnolo, Mitja Juren, Marco Mantini, Giacomo Bollini, Francesco Quaglio, Fabrizio Corso e altri collaboratori, ulteriormente impreziosito da un importante numero di fotografie, molte delle quali inedite.

La pubblicazione che non si trova nelle librerie è legata a una raccolta fondi, organizzata dal comitato “Pro chiesa di Plave”, finalizzata al restauro della Chiesa di S. Luigi, cappella dell’ex cimitero militare monumentale “Giovanni Prelli”  di Plava, in Slovenia.
Si tratta del primo reale progetto di collaborazione trans-frontaliera di questo tipo che si avvale della collaborazione della Soprintendenza ai beni culturale della Slovenia (Zavod za varstvo kulturne dediščine Slovenije).
Il comitato ha raccolto i fondi necessari al restauro attraverso la pubblicazione di diari e memoriali della grande Guerra e, a restauro concluso, alla fine del 2016, una volta raggiunto il proprio scopo, verrà sciolto.

giovedì 13 ottobre 2016

Gustavo Caizzi al Festival del Libro della Grande Guerra con "Regio Sommergibile Jalea: vento del ricordo..."


Al Festival del Libro della Grande Guerra ci sarà anche Gustavo Caizzi che ci parlerà del suo volume Regio Sommergibile Jalea: vento del ricordo…

Il regio sommergibile Jalea con la dichiarazione di Guerra assume il ruolo strategico di caposquadriglia in Alto Adriatico; il 17 agosto 1915 in una missione di perlustrazione a elevato rischio nel Golfo di Trieste salta su una mina e affonda con il suo giovane equipaggio. Un unico superstite-testimone, 5 marinai dispersi e 14 marinai lasciati all’oblio del mare per 39 anni.

Nel 1954 il sommergibile recuperato viene trasferito in rada in una Trieste che vive intensamente la vigilia e l’ansia del ritorno all’Italia. Lo Jalea vive una seconda tragica vicenda... Finché il Cantiere CRDA di Monfalcone concede la disponibilità ad accogliere il sommergibile da demolire. Sentimenti di umanità e rispetto prevalgono su tutto e il 6 giugno 1954 Monfalcone vive una giornata storica con i funerali di Stato dei marinai dello Jalea accolti nella stessa giornata con gli onori dovuti al Sacrario di Redipuglia (22° gradone), dove riposano in una sconfinata compagnia di fratelli che si immolarono per la Patria.
La vicenda, documentata tecnicamente e umanamente nel DVD, che fa parte integrante del saggio, è stata ripresa nel 2011 in occasione del Raduno Nazionale dei Sommergibilisti d’Italia svoltosi a Monfalcone e ancora nel 2012 con la collocazione di un cippo commemorativo in Monfalcone.
Una vicenda indimenticata, raccontata fuori da anacronistici nazionalismi con l’intento non celato di aiutare a riconoscere il valore socialmente più grande per la società di oggi: la PACE.

Nell’aprile 2016 ancora una ripresa di interesse per l'emblematica vicenda a opera del Gruppo Ermada Flavio Vidonis, che, in occasione delle manifestazioni per il Centenario della Grande Guerra, ha inteso dare visibilità alla vicenda riproponendola, attraverso l’autore e alcune testimonianze importanti, alla Città di Grado.

...le vicende importanti si narrano quasi sempre da sole, ma quando l’oblio sembra impossessarsene, rivivono grazie al “vento del ricordo”!

L’autore Gustavo Caizzi, ingegnere navale, con una quarantennale intensa e appassionata esperienza lavorativa, che lo ha visto impegnato nei maggiori Cantieri Navali Italiani, ha un profondo rispetto per la Storia, essendo stato testimone della rinascita italiana del dopo secondo conflitto mondiale, e ha rivolto la sua attenzione alle tante tragiche tragedie osservate nell’infanzia e per quelle ascoltate nel tempo. Non diversamente per la Grande Guerra quasi quotidianamente riportata alla mente dall’immagine imponente del Sacrario di Redipuglia.

Da qui alla vicenda “Jalea”, di cui ci parlerà durante il Festival a Duino, il passo è breve.